Altra puntata dela mia vita

Quando ero rivata a casa dela mama ero picola che non riuscivo a fare le scale. Eco una foto di me! In questa foto avevo due mesi: avevo ancora gli ochi blu! Non ero nemeno capace di saltare sul leto e alora la mama mi meteva su e mi meteva giù. I primi giorni lo fata spaventare perchè non mi vedeva mai bere, poi però si è tranquilisata. Avevo tanti giochini, ma i miei preferiti erano la palina color arcobaleno, che ce l’ho ancora, e i topini pelosi. Esi non ce li ho, perchè ne ho distruti tanti! La mama andava al lavoro e mi lasciava casa da sola, alora io stavo lì a giocare e la casa mi sembrava gigantesca: non riuscivo nemeno a guardare dala finestra! Un bel giorno, la mama è tornata dal lavoro e mi ha trovata giù dale scale. Io avevo sentito la sua machina e mi ero preparata lì perchè volevo farle vedere che avevo imparato. La mama mi dava sempre tanti baci. Una volta sola mi ha pichiato, perchè avevo il vissio di suchiare il bracio tute le sere e le facevo malisimo con le mie unghiete. Andavo avanti anche ore! La mama poi mi diceva di smeterla e dormiva. Una volta non la smetevo, la mama era nerviosa e alora mi ha presa e mi ha spostata con forsa e poi mi ha deto “Basta! Finiscila, hai capito?” E mi ha sbatuto con forsa sul leto per alontanarmi da lei. Però dopo si è subito dispiaciuta e mi ha presa e cocolata. Non mi ha mai più sgridata: ogni tanto mi diceva dele cose da non fare, ma non arabiata così. Non mi ha mai pichiata, se non per scherso quando lotiamo. La mama ancora adeso ogni tanto ripensa a quela sera lì e ci dispiace di morire per come mi ha tratata, che poi ero picola e non capivo, non era colpa mia. Alora viene di me e mi dice “Trudi, lo sai che ti vollio bene, eh? Ti ricordi di quela volta là? Povera picola che eri!”. Ma io l’ho perdonata perchè lei non mi ha mai sgridato, mi spiega le cose e se no mi fa fare quelo che voglio. Mi vuole bene e anche quando ho roto la botiglia o fato qualche dano non mi ha mai deto niente. Si vede che quela volta era proprio nerviosa, come sono io adeso che c’è il micio nuovo in giro! Eh, a pensarci bene son stata più volte nerviosa io con la mama che lei con me!
Io le voglio molto bene ala mia mama e da un paio di anni le dò anche i baci! E anche al mio papà voglio bene. Devo dire che sei una gata fortunata, a parte qualche picolo momento triste come adeso che c’è l’intruso. Ma…. non si può aver tuto dala vita!
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Le vacanse in Sardegna

Cuando che ero picola, la mama e il papà erano convinti che potevo abituarmi ala machina. Alora ogni tanto mi portavano in qualche posto: o dai noni, o in stassione a prendere il papà che rivava col treno, ecetera. Ho visto: Mirabelo Monferato, Milano, Valensa, Novara e Magenta.
Devo dire che ho girato abastansa, ma la machina non mi piace. La sofro! Mi meto a ansimare tuta e spalanco la boca, meto la lingua di fuori e sembro una vechieta malata di cuore.

Però, nel 2001, ho fato un viagio lungo lungo. Sciamo andati in machina fino a Genova, poi sciamo saliti in su una brutisima barca e poi ancora machina fino a una caseta vicino al mare. Il viagio in machina è stato oribbile: mi avevano dato le goce, ma io ero intontita e inrabita, così ho morsicato la mama e ci ho fato un livido grosisimo sul bracio. La mama dice sempre che la gente pensava che avese un marito manesco :-))
Poi quando siamo rivati in Sardegna, mi son dovuta abituare ala casa: era picola e bela, io avevo tuti i miei giochini e stavo in casa durante il giorno, mentre la mama e il papà giravano. Al matino, sicome che si alsavano tardi, facevamo un gireto col guinsaglio nel giardineto soto, ma poi io restavo in casa perchè loro avevano paura che mi perdevo (sì…. non sano che son furbisima, loro!).

Vi raconto però una ventura mostruosa che mi è sucesa! Una sera al tramontio la mama ha pensato bene di provare a portarmi in spiagia, che tanto non cera mai nesuno. Mi portano, col mio guinsaglietto, ariviamo là… e mica pasa una signora con un pasegino che cigolava? Uè, io ho visto tuta quela sabia lì, impresionante, questa signora che rivava … e non ho capito più gnente!!! Son scapata lasciando la mama col guinsaglietto vuoto in mano. Per fortuna son data soto una machina parchegiata e la mama mi ha presa subbito e ha giurato che mai più mi portava in posti di spavento. Eh, io ero ancora picola, però devo dire che insoma almeno ho visto la spiagia dela Sardegna, eh, non è mica una cosa di tuti!

Al ritorno dela Sardegna ho anche esperimentato il mare moso: tuti eravamo in cabina con le face verdastre che non vedevamo lora di rivare a casa.

La morale è che non son più andata in vacansa: la mia vacansa è stare casa da sola, sensa genitori, caciare toppi, farmi vissiare dela nona che mi dà il dopio di cibbo e dormire nel letone impelandolo tuto!
Ciao!

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Un po’ dela mia storia

Come sono finita in questa casa, in questa famillia?
La mia mama gatesca si chiama Silvestra, è tuta nera con la pancia bianca. L’ano chiamata così perchè pensavano che era un maschio (!) e invece un bel giorno si è scoperto che aspetava dei miceti. La mia mama umana voleva un miceto e si era racomandata asolutamente che fose femina, così quando che sono nata, il 19 aprile 2000, un mercoledì pomerigio, la mama mi ha prenotata per portarmi a casa sua.

La mia mama

Il 26 magio, che ancora ero picola secondo la mama, la padrona di Silvestra ha deto ala mama di venire a prendere uno dei tre mici, perchè lei li voleva dare via e non capiva se erano maschieti o feminuce.
La mama è corsa lì, ha esaminato soto la coda dei tre miceti e ha visto che io ero l’unica micia, così mi ha portato a casa.
I miei due fratelini sono tigratini bianco e neri (uno è morto picolino, soto la machina). Io invece ciò anche le strisie rose, son particolare. Ciò anche le machie nere in sul palato.
Così, ho fato il mio primo viagio in machina e già da lì si capiva che non mi piaceva.
Poi la mama mi ha fato vedere la casa e io ho inissiato a ambientarmi, anche se al inissio non ero capace di fare le scale. La mama è stata con me tutto il fine setimana e ho capito che le piacevano davero tanto, i gati!

Io e i miei fratelini, a un mese:

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Carta d’identità di Trudi

  • Nome? Gertrude deta Trudi
  • Sopranome? Titti, Pippi, Ruffi
  • Umani? Due: mama e papà
  • Anni? Sono nata il 19 aprile 2000
  • Razza e colore? Rassa non di rassa, colore bianco-rosso-nero-grigio, occhi gialo-verdi
  • Pappa preferita? Imposibbile: mi piacie tuto! Impasisco per le olive.
  • Hobbies? Cacia ai toppi e ucellini con dispiaciere dela mama
  • Orgoglioso/a o ruffiano/a? Rufianissima! La mama mi chiama infati: Ruffi
  • Descriviti in tre parole.. Bela, inteligente, parlo le lingue
  • Single o…? Single e sterilisata
  • Mossa segreta per conquistare umani e miciotti/e? Mi sbato a pancia in l’aria e mostro la pancia “puffosa”
  • Mi piace… prendere il sole a pancia in l’aria, dormire sul prato, andare a cacia
  • Non mi piace… le persone cative, le persone e gli animali un po’ tropo esuberanti, chi vuole prendermi in bracio contro la mia volontà
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