Qui c’è spazio per tutti

L’altro ieri, grande spavento! Sentiamo un verso strano e coriamo tute a guardare in del canale… La Penny e il Jack abaiavano come dei disperati… Ed eco chi c’era in del canale!

Lella, la pavoncella

Lella, la pavoncella

Esa era una pavoncella(*), di nome Lella. Esa abbita in del parco che cè dietro casa nostra e ogni tanto svolassa in giro, però questa volta si era persa e andava avanti e indietro in del canale facendo dei versi da pavoncela.

Be’, la mama è corsa a chiamare i viggili per chiederci di venirla a prendere e riportare a casa, ma esi non rispondevano. Così, la mama è andata dove che doveva andare e, quando è tornata, Lella non c’era più.

A me mi a deto che lei la strada di casa se la ricorda e i versi che faceva erano solo comenti al paesaggio… Mah? Chi lo sa? Magari non voleva farsi vedere impaurita. Comunque era grosa, eh! Io ciavevo un po’ paura e anche la Babi, perché un volattile così groso non labiamo mai visto!

 

(*) Nella realità, in itagliano, si dice pavone femmina, perché la pavoncella è un altro animale!

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Il Nerino

Il Nerino è il micio del Culumb. Eso è belo ciciotto, ma è giovane. E’ un micio curioso che vuole entrare in casa nostra e la mama lo deve caciare, se no eso si fica dentro e ciao pepina. E’ poco tempo che è rivato in dela sona, e qualche tempo fa era scapato di casa per andare a cercare le fidansate. La mama alora ci a telefonato al suo padrone e ci a chiesto notissie perché ci dispiaceva non vederlo più in giro. Poi dopo eso è tornato e adeso la mama deve dirci ala sua famillia di castrarlo come il Miro, se no sono dani!

La Ginny si è già fata amica: ma si può? Esa si fa amica di tuti! Che schiffo di gata… L’ho proprio vista stamatina che giocava con lui in del canale! Io invece oviamente ci sto lontano almeno cinque metri. Ieri sera, presempio, sono uscita a fare la pipì e lui è rivato e si è meso davanti ala porta di casa mia. Insoma, la mama non riusciva a caciarlo e mi chiamava, ma io non rivavo perché non volevo pasargli vicino. Dopo un po’, eso è andato via. Alora ho aspetato cinque minuti, o visto che non tornava e via che di corsa sono coruta in casa.

Non so, è più forte di me. Non ce la facio a stare vicino ali altri gati!!! Sono come mister Monk, io.

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Avventure serali

Questa ve la devo proprio racontarvela, ne’? Cosa fano le famillie normali d’autuno, una sera che piove e tira vento? Si cocolano in sul divano o in sul letone e stano tuti insieme, eco quelo che fano!
Invece la mia mama no! La mia mama sente che cè un gato che smiaggola e esce sensa ombrelo soto la piogia per andare a cercarlo. Poi dopo viene fuori anche la vicina di casa che dice che cè il Tigre (un micio che abita qui vicino) in sul albero e non sa scendere. Eco, questo a me mi riporta in dela memoria quela volta che sono borlata giù e stavo agrappata ala grondaia di quelo di sotto e non volevo smuovermi! Che terore! Che paura! Va be’, ma pasiamo avanti…
La nostra vicina chiamava il Tigre, ma eso smiaggolava e non si muoveva. Alora la mama prende la pila, apre il canceletto, si cala giù in del canale e va in sotto al albero per vedere questo gatino.
Lei e la vicina ci dicevano di scendere, ma lui gnente. Alora la mama dice: “Ci vorebbe un bastone, che magari lo spingiamo giù, tanto non è in alto e non si fa male”. Alora la vicina core a prendere una lunghiiiiisima scopa. Con questa scopa, cerca di spingere il Tigre, ma eso niente. Dopo un po’ eso si agrappa al manico dela scopa, cosiché il vicino (che nel fratempo era uscito anche il marito dela nostra vicina) sposta la scopa e fa cadere il Tigre tutto baniato fradicio per tera. Eso era terorissato! Eso è corso in casa dela vicina (come se fose casa sua) a scaldarsi.
Poi esa la riportato a casa sua.
Tuto è bene quel che finisce bene, così siamo tuti in del caldo e buonanote!
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Cagnolina

Ieri, che sorpresa e che spavento! E’ rivata questa caniolina in casa nostra, dal giardino. La mama la riconosciuta, perché esa era già venuta una volta e poi la mama aveva fato un giro con esa in del quartiere e aveva incontrato il suo padrone. Esa si chiama Daria.
Be’, per farla breve, ieri è rivata in casa nostra e si è fata caressare della mamma, a bevuto l’acqua e stava qui bela tranquila. Sè pure fata un giro in dela casa! Poi è venuta di me e della Trudi e si è mesa a baiare per giocare, ma noi non eravamo contenti e io ho fato una cresta altisima, la coda gonfia e tuto, ma non mi sono mica moso! La Trudi è andata in del vaso e poi ha fato la cresta anche lei. Ma la Daria non ci voleva fare niente di male, però. Alora dopo la mama la presa, ci ha messo il guinsaglio, la portata verso casa sua e a visto il padrone che non s’era nemeno acorto che la caniolina era uscita. Lei è abituata a uscire, però si vede che certe volte viene di qui e non sa tornare. Ma adeso la mama sa dove che abbita, almeno! Che robba, ue’!
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Ginger

E’ tanto tempo che volevamo presentarvi questa nostra amica, però non ciavevamo mai la foto di metere sul blog. Aspeta, aspeta…. ieri sera abiamo scoprito che ogi veniva il dotore per indormentarla. Esa si chiamava Ginger, era una cagnona grosa grosa ma non spaventevole, ansi! Esa era diventata subbito mia amica quando che ci siamo conosciute più di quatro ani fa, poi è diventata anche amica di Miro. Esa era molto brava, non baiava mai ai gati suoi amici, ma solo a queli che non conosceva. Controlava sempre il teritorio e baiava cuando che noi tornavamo del bosco, la sera, così la mama sapeva che stavamo rivando. Ala Ginger ci piaceva stare nel giardino e sopratuto ci piacevano i biscoti e la pissa, infati quando che mangiavi la pissa lei baiava sempre perché la voleva. A me mi piaceva perché era una cagnona amica di tuti e non faceva fastiddio ai gati, no come certi cani cativi che agrediscono i micetti! Purtropo questa primavera si è malata di una bruta malatia, a anche fato l’operassione, ma non è bastato. In questi ultimi giorni era moggia, ma sopratutto la sua peliccia bionda era diventata chiara e lei non era più scodinsolona come il solito. Alora il dotore l’ha fata adormentare per sempre, ma lei è rimasta qui in del suo giardino, dove che prendeva il sole e saltava, dove che si meteva al ombra cuando che faceva tropo caldo. Adeso sono sicura che li sopra nascerà un bel fiore per ricordarsi dela Ginger per sempre.

Ciao Ginger, ci mancherai!
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