Babette diventa grande

Sì, sì… sono diventata grande, io! Sono una micia che hai già fato il compleano di un ano, scusate! E alora cos’ho fato? Cos’ho fato? Per festegiare, setimana scorsa mi sono tolta il colarino rosa e l’ho sbatuto in giro per la casa perché insoma… non devo mica esere l’unica a avere il colarino in questa casa, no? Ormai sono una micia grande, maturia e responsabbile e alora niente colarino, eco!

Poi dopo mi sono slargata fuori un po’… ogni tanto la mama non mi vede e mi chiama ed eco che arivo dal canale o dal bosco. Sì, è stata la Gina a portarmi in giro. Mi sta facendo vedere tuti i posti da gati e io alora mi sento sicura. Tanto quando che mi chiama la mama torno indietro. Figuratevi che mi sono adiritura butata giù dala finestra, eh, che sarà alta due metri. La Gina ha saltato e io, per non esere da meno, o saltato anchio. Adeso so che sono capace, eco.

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Adesso parlo io!

Adeso parlo un po’ io! Perché con tute le cosace brute che sono sucedute in questa casa, erano tuti tristi, anchio. Ma bisogna andare innansi, la vita continua ecetera checetera. La mama si concentra su di me, che ciò tante nuove esperiense da fare e almeno la facio soridere.

Prima cosa, sono una gata più che inteligente e geniale: esco in giardino da solo una setimana e però ogi ho imparato da sola a entrare e uscire dela porticina che c’è sula finestra! E’ bastato che la mama me la fata vedere una volta e zachete…! Entro ed esco che è un piacere. Ue’, va che questa è una notissia in tempo reale, nè? Ho imparato mezora fa! Pensare che la Gina, con tute le arie che si dà, non è ancora capace. La Trudi usa solo una porticina e l’altra no, e anche il povero Miro non ne voleva saperne di porticine.

Uscire esco. Setimana scorsa, sicome che miagolavo come una osessa, la mama mi ha deto: “Meti il colarino, che ti facio uscire”. Deto fato, mi ha piassato su un belissimo colarino rosa e io non ho fato una piega. Il colarino mi dona moltisimo e poi se mi perdo cè scrito tuto. Ma io non mi perdo! Poi sono uscita a fare un giretino picolissimo, perché poi la mama mi ha subbito blindato in casa.

Prima uscita di Babette nel giardino

Prima uscita di Babette nel giardino

Pasano i giorni e pian piano esco qualche minuto di più. Ho esploriato tuto il giardino e ce n’ho di cose da racontare: sule piante, sui fiori, sui miei nuovi amici, ecetera checetera.

Poi ieri e ogi sono uscita moltisimo: un po’ al matino, un po’ al pomerigio. La mama mi buta un occhio, ma io non mi lontano mai e dopo un po’ entro da sola in casa, da bravisima gata. O anche fato un’esplorassione fuori dela cinta, ho anusato tuto fino ala casa di Paco e poi sono tornata indietro da sola, sensa caprici. La mama dice che sono la gata più braverima e più responsabbile che a avuto. Mi fa un saco di complimenti perché dice che sono proprio una micina con la testa sule spale che non fa la strega come quela Gina là e che non dà preocupassioni.

Sì, lo so. Sono molto braverima, inteligenterima e ciò un saco di trovate inteligenti.

Babette prende confidenza col giardino

Babette prende confidenza col giardino

 Ma cè tempo per racontarvi tute le mie pensate, va’… Adeso facio un gireto prima che la mama mi dà la cenaaaaaa! Ciao tutiiiiiiiii!

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Avvenimenti storici

Scusate ragassi, seniate tuti in sul calendario questa data: 30 novembre 2008. E’ la data in cui io, Trudi, sono finalemente entrata dela porticina per gati. A uscire avevo imparato a metà novembre quando che i miei genitori erano in Arabbia, perché ero talmente disperata di restare in casa con quei due là che non ne potevo più. Notare: io uscivo e loro come due stuppidi lì a guardarmi, ma mica ano imparato, eh! Sono tropo inteligente, tropo svellia, tropo furba e tropo caciatrice! Ho tute le milliori qualità, io! Difeti non me ne vengono in mente nesuno, scusate. Adeso la mama si è mesa in testa che riesce a inseniarmi di fare la pipì in del water, come che fano certi gati in America. Ma…. sono scetica, ma staremo a vedere.
Vi tengo agiornati, lo so che vi interesa molto sapere dele mie facende di caca e di pipì!
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Cambiamenti

Da quando i miei genitori si sono recati a Niu Iorc o cambiato alcune dele mie abituddini. Un po’ perché piove sempre che dio la manda e alora ero costreta a stare in casa giorno e anche note, un po’ perché ho scoprito dele cose nuove… fato sta che dormo e facio i bisogni in posti diversi. Be’, se qualcheduno ci da fastidio sentir parlare di pipì e caca, se ne vada pure e non lega: questo è il mio blosg e scrivo quelo che vollio. E poi, se siete qui che legete vuol dire che vi interesano i fatacci miei e alora poso pure parlarvi dei miei bisogni, che fano parte dela mia vita e non ciò vergogna nemeno un po’! Be’, per farla breve, io ho scoprito le meravillie dela sabietta al silicio. Sì, perché la mama laveva già comprata qualche altra volta, ma però io non andavo mai in banio e non ci facevo caso. Adeso che sono rimasta a casa da sola (coi due rompiscatole) e mi scapava di fare le mie cose, ho provato questa sabietta del silicio e sono rimasta sconvolta della comodezza e della bellezza! Alora, sicome che adeso fuori è sempre tuto baniato e sporco, io utilizzo la casettina che erano anni che non lo facevo. Coro lì a fare la mia bela pipì e vedere la sabietta che diventa gialina! Coro lì se mi scapa la mia… (avete capito!), che poi la mama deve venire a pulire se no l’efetto è peggio che cento fialette pussolenti insieme. Le zampe son pulite, non si tacca sotto i polpastreli, non pussa (tranne quando…), è una meravillia! Non so se cambio ancora per il giardino, mah… staremo a vedere!
L’altro cambiamento che o fato è che sicome che volevo stare vicina al banio e vicina ale comodezze, ho inissiato a dormire in dela cesta della biancheria sporca. Che bello, ragassi! Sono lì, ciò la praivasi, ciò il banio, ciò l’acqua di bere e NON ciò i due rompiscatole vicini. L’altro giorno, però, che la mama per dispeto mi ha chiuso la cesta dela biancheria, ho dovuto comodarmi in del catino, sempre sule cose sporche. Oh, ma voi non ci credete, ma il catino è di una comodezza! Pecato che la mama quando che mi vede dormire in del catino tuta sodisfatta, ride. Non capisco.

Io in del mio nuovo letto
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Abbiamo fatto l’albero

Miro
Abbiamo finalemente fato l’albero di Natale! Per me è una grande novità perché è il primo Natale che ciò una casa e anche un albero. Alora quando che è stato pronto mi sono subito incuriosito. L’ho usmato (annusato, NdR) e mi sono meso a guardarlo dal tavolino. Uno spetacolo! Lucine, rene, stele, mele rose, ghirlandie lucicanti e un fioco bianco in cima. Ma son tuti così gli alberi di Natale? Stasera non dormo perché sto lì a mirarlo! E non è mica finita così: il papi a deto che ne fa uno anche di fuori! Eviva!
Trudi
La mama ha crompato dele nuove decorassioni, quest’ano. Sì, per forsa… Causa di forsa magiore (overo Ginny) non posiamo metere le paline di vetro e anche i gnomi pelosi che potrebero tirare l’atensione. Pensare che io non ho mai roto nesuna palina, mai fato un dano. Invece questa qui non è fidabile… La mama ha paura che si rampica sopra e fa cadere giù tuto, così ciao paline! Per evitare rompimenti di pale (non ridete, non è mica uno scherso!) abiamo dovuto metere le cose di feltro. Però devo dire che stano bene, ciano quel’aria di clase, di nord… Ogni tanto è belo cambiare e io ho ribattezato l’albero “Antiginnico“, cioè a prova di Ginny.
Ginny
Ostregheta! La mama ha fato il albero come promeso. Tuti dicono che per colpa mia non si posono metere le paline, perché non c’è di fidarsi. A me non mi interesa… dite, dite. Poi, tanto, se mi salta lo sghiribizzo sequestro le rene del albero e le nascondo soto la vasca di banio. E’ vero che sono una che mi piace rampicare, eh, però secondo me avrei resistito alla tentassione dele paline. Così, invece, non c’è niente da rompere. Ma mi piace lo steso!

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